Casella di testo: Santuario Diocesano dell’ Eucaristia
 
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV) 
 
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV)

Casella di testo: Ordine Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento

 

 

 

 

 

 

Parola di Adoratrice Perpetua

febbraio 2014

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INQUINAMENTO DEL LINGUAGGIO UMANO

 

 

Nell’iniziale aprirsi del nuovo anno è saggio prendere atto della preziosità del tempo quale dono inestimabile di Dio… E’ impalpabile, eppure il tempo si concretizza nella nostra vita e nelle nostre mani. Ci può aiutare in questo nostro riflettere il Salmo esistenziale 39 che evidenzia la brevità del tempo e la fragilità dell’uomo, di ciascuno di noi che è chiamato a considerarlo dono di Dio su cui vigilare per renderlo responsabilmente fruttuoso. Scegliamo alcuni versi di questo Salmo: “[2]Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca …[3]Sono rimasto quieto in silenzio:… [5]«Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni e saprò quanto è breve la mia vita». [6]Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza davanti a te è un nulla.
Solo un soffio è ogni uomo che vive, [7]come ombra è l'uomo che passa;
solo un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga”.
Quanti spunti per riflessioni profonde da cui trarre personalmente responsabili attuazioni nella vita quotidiana.

Oggi si parla molto di inquinamento ambientale provocato dall’avidità dell’uomo che si fa grande, sulla sua superbia, al cospetto di Dio creatore e amore infinito, incessante dono gratuito alle sue creature. Di questo inquinamento pure i mas media riescono a parlarne, ma all’uomo interiore profonde riflessioni rimangono aperte... Esiste, infatti, un altro inquinamento, forse anche più grave, raramente e difficilmente sottolineato, anzi persino giustificato: l’inquinamento del linguaggio umano. Questo sovente trova indifferenza, assuefazione e, non solo in strada, ma, è ancor più triste rilevarlo, persino in ambienti di cultura e religiosi… Tra tanto sviluppo tecnico del nostro oggi, è ancor più triste renderci conto che ad usare il rilevatore interiore, vale a dire quello della coscienza e della responsabilità personale, riguardo l’inquinamento del linguaggio umano si è sempre in minoranza. Preoccupa la banalizzazione di tante parole che, male usate, vanno perdendo il loro vero significato, e ancor più del degrado della parola per l’uso volgare che se ne fa anche pubblicamente. Urge quindi prendere coscienza di questo degrado che dovrebbe  vergognare l’uomo della civiltà moderna, del progresso culturale di oggi, più elevato del passato in ogni ceto sociale e che tuttavia si abbassa a livelli inimmaginabili di insensibilità, indifferenza, volgarità e persino di crudeltà. Ci si dovrebbe interrogare sul perché e come si va attuando questo degrado, di cui molti non se ne fanno una vergogna, ma un vanto, quasi che l’educazione debba essere sempre più emarginata ed estromessa dall’uomo e dall’attuale società che conseguentemente ne viene determinata.

Dio si è fatto uomo per salvare l’uomo! E’ la Fede che fa chiarezza all’uomo del suo esistere, del suo essere fatto come un prodigio, ad immagine di Dio, con una vita spirituale, interiore, che spiega la stessa vita umana all’uomo stesso. Per entrare in questo clima spirituale ci si deve impegnare in una ascesi, ad un lavoro interiore attraverso la preghiera, la riflessione, l’approfondimento della verità, attraverso la Parola di Dio che è la Sacra Scrittura, il Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. L’uomo è chiamato ad acquisire una padronanza su se stesso, sui suoi sentimenti, vigilando sui suoi pensieri non sempre buoni e talora solo istintivi, non da seguire e attuare, ma da purificare e correggere. In questo processo di formazione e crescita cristiana, di vita interiore, umana e spirituale, l’uomo si riveste di Gesù Cristo, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, della sua umiltà, della sua santità. E’ un lavoro progressivo di crescita. Ecco perché il tempo nelle mani dell’uomo è un dono prezioso di Dio nel quale con pazienza ed apertura sempre nuova allo Spirito Santo, ciascuno realizza il suo capolavoro, per una testimonianza di vita e di parola che edifica il prossimo. Tutto questo è, in primo luogo per la stessa persona che vive questo cammino, realizzazione di pace e di gioia nel cuore, divenendo allo stesso tempo edificazione per il prossimo in parole ed opere. Così si forma il Santo, che prima di essere Santo da altare, lo è nella semplicità e umiltà del quotidiano vivere, pur duro, pur pesante, pur nel sacrificio. Per imparare a parlare è evidente l’indispensabilità del silenzio. Senza silenzio, infatti, l’uomo nel frastuono di molteplici, distruttive voci, non è in grado di ritrovare sé stesso, la sua personale verità in pregi e difetti. Difetti da combattere con le armi dello Spirito, per una acquisizione impegnativa di virtù, anche con duri sacrifici e rinunce. Il vero silenzio, è da ritenersi, nell’odierna società e mentalità diffusa, particolarmente difficile da realizzare. Non è facile perché implica sradicare il proprio “io” orgoglioso, lasciando posto a Dio, alla sua Luce, la sola capace di chiarire le nostre grettezze e chiusure per aprire mente, cuore e vita a dimensioni degne dell’uomo e capaci di renderlo veramente e pienamente felice anche in un contesto umano di vita difficile per molteplici motivi. Lo Spirito Santo è il maestro interiore e la sua voce è percepibile solo nel silenzio. Entrare in questo silenzio, farne esperienza fino a gustarlo, è un dono di Dio e una conquista grande da parte dell’uomo che vi si cementa con iniziale coraggio, determinatezza e fedeltà. Spazi di silenzio diventano allora una componente essenziale di vita capace di lettura diversa, nuova, vera, di tutto lo scibile e il vissuto. Solo attraverso questo cammino l’uomo diventa capace di relazioni belle con il suo prossimo, non più visto come avversario ma come fratello in Cristo. Il silenzio animato dalla Presenza di Dio, dalla preghiera come incontro del Suo essere Amore, insegna un linguaggio nuovo di atteggiamenti e di parola che nascono da un cuore buono in cui abita Dio e il suo Spirito è il vero Maestro. In questo spaziare nell’orizzonte del regno di Dio, l’uomo cresce come figlio di Dio e fratello di ogni uomo, il linguaggio diventa rispettoso e benevolo, capace di edificare una convivenza serena e pacifica in ogni ambiente in cui si vive e lavora. C’è quindi spazio per la carità di linguaggio e di opere, perché l’uomo è nuovo secondo Dio presente, vivo e operante nel suo cuore, nel suo pensiero e linguaggio partecipando anche al creato posto nelle sue mani la gioia e l’amore in una autentica ventata di relazione e solidarietà tra Dio e la sua creatura.  

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