Casella di testo: Santuario Diocesano dell’ Eucaristia
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV)

Casella di testo: Ordine Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento

 

 

 

 

 

 

beata Maria maddalena dell' incarnazione

la preghiera

 

 

La Preghiera

In Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione

Fondatrice dell’Ordine delle Adoratrici Perpetue

del SS.mo Sacramento

 

5

 

 

 

«Gesù, nella luce della profezia (cfr.Is. 53, 11s),

 soffre per i molti e mostra che in sé     si compie l’attesa del vero sacrificio e del vero culto. Lui stesso è quello che sta davanti a Dio, intercede non per sè stesso, ma per tutti. Questa intercessione è il vero sacrificio, la preghiera, la celebrazione riconoscente di Dio in cui restituiamo noi stessi e il mondo. L’Eucaristia è quindi sacrificio a Dio in Gesù Cristo per ricevere in dono il suo amore». (Lineamenta Sinodo Vescovi XI Assemblea Ordinaria, n. 9)

 

 

 

    La Preghiera.PDF

 

 

 

© Federazione delle Adoratrici Perpetue

del SS.mo Sacramento

Anno dell’Eucaristia 2004-2005


 

Si può pensare che le giovani adoratrici, le postulanti, le novizie che, attratte da Gesù Eucaristia, avevano seguito Madre Maria Maddalena e vivevano con Lei, vedendola in Adorazione le domandassero: «Madre insegnaci ad Adorare Gesù ». Certamente in Lei si potevano scorgere atteggiamenti di particolare rapporto con Gesù (ne possiamo cogliere un riflesso dalle Sue Aspirazioni): un amore tanto grande e profondo non si può celare e per forza traspare dagli atteggiamenti. Sappiamo che fin da piccola era come rapita davanti a Gesù presente nel SS. Sacramento e la Mamma era preoccupata per quello che succedeva a Caterina quando in Chiesa si fermava in preghiera. Madre Maria Maddalena aveva davvero un rapporto profondo, personale ed intimo con Gesù; si immergeva nella meditazione e contemplazione del Mistero Eucaristico fino a perdersi nell’immenso amore di cui era avvolta, un amore che percepiva tanto grande eppure così vicino e personale. Nel Direttorio del 1814 Madre Maria Maddalena ha lasciato alle Sue Figlie alcune preghiere dette «Atti» perchè fossero un’indicazione, un aiuto per «passare fruttuosamente l’Ora di Adorazione», con la libertà di farne uso oppure no. Dopo queste preghiere Ella dice appunto di averli suggeriti per «provvedere al bisogno, che hanno alcune di voi» che non sanno ancora fare bene l’Orazione mentale durante la loro Ora di Adorazione e precisa che questi si debbono fare «dolcemente, intendendone bene il senso, e frapponendo tra l’uno e l’altro un poco d’intervallo...». Aggiunge che coloro che hanno «il vantaggio di fare bene la santa orazione,... potranno seguire i loro moti interni» senza fermarsi a questi Atti, oppure meditare su quello a cui si sentiranno mosse da Dio nella contemplazione di questo grande Mistero. La Madre poi afferma che «è sempre meglio raddoppiare gli affetti della volontà, che i pensieri della mente» e sottolinea: « È meglio dire cento volte = Mio Dio, Ti Amo = mio Dio, mi abbandono nelle tue santissime mani = mio Dio, rinunzio totalmente per amor tuo a tutte le cose = mio Dio, credo fermamente a tutto quello che debbo credere». Riprende poi dicendo che non è necessario, per chi desidera servirsi di que5 sti «atti», dirli tutti, ma ci si può fermare a quelli che sono più efficaci per «passare fruttuosamente l’Ora di Adorazione». (op. cit.  pag. 66) «Le Religiose che, secondo il turno faranno la loro Ora di Adorazione, hanno la libertà di scegliere quella considerazione spirituale che le occuperà santamente con Gesù, a cui sopra di ogni altro avranno premura somma di rivolgere principalmente i loro pensieri ed affetti e riflettendo che realmente sta loro presente sul sacro Altare ». (op. cit. pag. 21) L’Adorazione è la Vetta dell’Amore e della Lode al Signore. Adora chi scopre la grandezza dell’Amore di Dio che si è fatto uomo per incontrare e salvare l’uomo, per incontrare e salvare me, ciascuno di noi, tutti gli uomini. Nell’Adorazione l’attenzione di Madre Maria Maddalena è tutta sul Signore, su Dio, sulla SS. Trinità: attenzione e contemplazione di Dio Unico Sommo Bene, Suo solo Signore; da qui nasce tutto il resto, da qui sgorgano poi la preghiera di ringraziamento, di intercessione, di riparazione. Lì è la fonte di ogni altra preghiera. Tanta è la gioia, la pienezza provati che vorrebbe travolgere tutti, nessuno escluso in questa «scoperta», in questa esperienza, in questa luce che avvolge e «abbaglia», che attrae sempre più e affascina. «Tutti gli uomini conoscano Te». Madre Maria Maddalena non si «distrae » mai, il suo sguardo è sempre fisso su Gesù, sul Mistero d’Amore che Egli è venuto a rivelarci. Penetrando sempre più profondamente nel Mistero della Presenza reale di Gesù nel SS. Sacramento la sua adorazione è tutta intessuta di stupore, ammirazione e riconoscenza, umiltà e contrizione (per la propria indegnità), fede pura e forte (e sappiamo anche molto provata), desiderio, offerta e unione, imitazione, speranza e amore. Sono questi i titoli o meglio i sentimenti che emergono e si colgono nelle sue preghiere La contemplazione, l’Adorazione diventa vita: stare alla presenza di Gesù Eucaristia ed entrare in colloquio con Lui cambia dentro. Gesù Eucaristia è suo Cibo, Pane di Vita («Eterno Sacerdote, Vittima infinita, Pane vivo delle anime nostre...» op. cit. pag 41) e Madre Maria Maddalena desidera «essere Eucaristia»: - DESIDERA ESSERE SACRIFICIO CON GESÙ «Noi vogliamo fare della nostra vita un sacrificio continuo per conformarci al tuo Sacrificio, morendo sempre a tutto ciò che non è conforme al tuo divino volere...» (Atto di Imitazione) -OFFERTA CON GESÙ «O Supremo Redentore del mondo, prostrata ai tuoi santissimi piedi, rinnovo o7 ra di tutto cuore l’offerta, la donazione e la consacrazione di tutta me stessa al tuo servizio, che ho fatto nel Battesimo; inoltre mi offro e mi dedico di nuovo a Te nella tua Eucaristia... Tu, o mio Dio, senza alcuna riserva doni a me nella SS.ma Comunione tutto Te stesso, e tutto quello che hai e puoi... Tu ti sei applicato a me come se non avessi altri che me e io perciò non dovrò generosamente dedicarmi e consacrarmi tutta al tuo servizio e al tuo culto? E perché la mia offerta Ti sia più gradita e universale, Ti offro, per mezzo di Te stesso in questo Sacramento, il mio corpo, e l’anima mia, il mio cuore, e tutte le mie potenze... Mi unisco pertanto a Te, o Vittima Santa e santificante, Pane vivo e vivificante, affinchè Tu sia sempre in me e operi in me ciò che a Te piace...». (Atto di offerta e di unione) «Si offrirà per le mani del Sacerdote mentre egli offre le due specie del pane e del vino, chiedendo a Dio la grazia che nel suo cuore non ci sia che Lui, per essere vittima degna di presentarsi a Lui con Gesù Cristo suo Figlio, come membro unito al suo Corpo». (op. cit. pag. 83 sulla partecipazione alla S. Messa)- ESSERE RINGRAZIAMENTO «O Gesù, mio Salvatore, ...io ti rendo tutti quei ringraziamenti che mi sono possibili perchè ti sei rinchiuso... in questo divin Sacramento...». (Atto di ringraziamento) «...dopo averti qui in terra adorato, lodato e ringraziato ogni momento nel santissimo e divinissimo Sacramento». (Atto di riconoscenza) -ESSERE OSTIA «O divino Gesù, noi Ti adoriamo in questo mistero di fede, e di amore... Togli da noi tutto ciò che dispiace ai tuoi occhi purissimi, affinchè noi diventiamo un’ostia viva, pura, spirituale, e così meno indegna di accostarci a Te...».(op. cit. pag. 39) -desidera essere silenziosa presenza come Gesù nell’Ostia, silenziosa presenza di amore nel mondo, essere come Lui «amore crocifisso», «amore nascosto», unita a Gesù, offerta con Lui per la salvezza del mondo. Non le basta contemplare, vuole imitare, entrare nella realtà d’Amore che riluce e si esprime nel dono dell’Eucaristia. L’unico pensiero che ha per se stessa è di sincero pentimento dei propri peccati con una sempre più profonda consapevolezza della propria indegnità di stare alla presenza di Gesù, un bisogno di essere purificata e accolta dalla misericordia di Dio che si esprime in un’invocazione accorata a non essere mai allontanata da Gesù. «Mio Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me, poichè mi riconosco veramente indegna di comparire davanti a Te per i molti e gravi peccati che ho commesso e ancor più di avvicinarmi a questo santo luogo. O mio Dio, non respingermi dalla presenza del Tuo divin Figlio... Perdonami... Purifica l’anima mia...». (Atto di umiltà e contrizione) Per il resto, ha un solo desiderio, domanda una sola cosa (che appare vitale per Lei): poter adorare e amare incessantemente Gesù, potersi «moltiplicare » per non separarsi mai da Gesù e usa espressioni che sembrano esagerate, paradossali: «Amabile mio Salvatore, perché non ho io un corpo incorruttibile e un’anima indipendente da questo corpo mortale per poterti adorare ed amare incessantemente! Perchè non posso io moltiplicarmi in tante Chiese ed in tanti Altari, quanti Tu riempi con la tua presenza divina e umana, per non separarmi mai da Te!». (Atto di desiderio) Allo stesso modo quando Madre Maria Maddalena intercede per il mondo Ella espressamente chiede: «Ti domandiamo non tanto i beni temporali, quanto quelli spirituali». Il fine di tutte le sue domande è l’Amore a Gesù, la Gloria di Dio e la Lode. Gesù Eucaristia centro della sua vita, dei suoi interessi, senso di tutta la sua vita, sia e diventi senso, gioia, unico interesse e amore di tutti. Gesù è morto e Risorto per tutti gli uomini ed è rimasto con noi nel SS. Sacramento dell’Eucaristia non per pochi o per alcuni, ma per tutti. E la sua ansia è che «tutti gli uomini Ti conoscano, Ti amino e Ti adorino». Quando ella domanda qualcosa per se stessa è l’aiuto a SANTIFICARSI, la grazia necessaria per corrispondere alla propria chiamata ad essere Adoratrice Perpetua, a crescere nell’Amore a Gesù. (Atto di Speranza) La Madre invita a chiedere l’aiuto per cambiare, convertirsi, trasformare la propria condotta; «reprimere», «mortificarsi» non è fine a se stesso, nasce dalla contemplazione del Dono che Gesù fa di sè, dalla contemplazione dell’Amore di Dio nelle Tre Divine Persone, e come si può trattenere qualcosa per sè quando Gesù vero Dio e vero Uomo ha dato tutto per noi? e si dona a noi? «Noi vogliamo essere tutte tue, come Tu sei nostro in quest’Ostia consacrata ». (Atto di Imitazione) Nella contemplazione del Mistero Eucaristico l’Adorazione abbraccia  tutta la Trinità: è Adorazione del Padre con Gesù nello Spirito Santo (art. 26 delle Costituzioni dell’Ordine delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento - 1985). Nell’Atto di adorazione e di ringraziamento  alla SS. Trinità per averci arricchiti del preziosissimo e incomparabile dono della SS. Eucaristia Madre Maria Maddalena invita ad adorare il Padre riconosciuto  come fonte e origine del Verbo e dello Spirito Santo, Creatore del Cielo e 11 della terra, ringraziandolo per essersi compiaciuto di immolare il Figlio Suo per noi e per tutto il genere umano e di aver ce lodato in cibo; invita ad adorare il Verb eterno «Ti adoriamo come immagine sostanziale di Dio tuo Padre; Ti ringraziamo... poichè per amor nostro Ti sei degnato di vestirti di carne mortale e di darcela in cibo perchè sia qui, in terra, la nostra fortezza, e la nostra vita»; infine invita ad adorare lo Spirito Santo ed usa una singolare ma efficace espressione: «Dio di amore, SACRO NODO che tiene strettamente unito il Padre Eterno con il suo Figlio Unigenito, o amabile autore di tutte le sante e caste unioni», e lo ringrazia  perchè ci ha unite perfettamente con il nostro Salvatore Gesù Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Anche in questa preghiera torna la sua grande preoccupazione: «Nostro adorabile Redentore, celeste nostro Sposo... non permettere mai che ci separiamo da Te con le nostre ingratitudini e le nostre mancanze volontarie perdendo così la tua presenza sacramentale ». Ella riconosce qui come questo sia possibile solo attraverso il dono dello Spirito Santo, per questo domanda «O Dio del nostro cuore, non toglierci mai il Tuo santo Spirito: Egli sia il vincolo che ci unisca sempre a Te in questo divino Mistero; Egli accresca sempre più il nostro ardente desiderio di corrispondere a ciò che Tu vuoi da noi... Lo Spirito Santo ci suggerisca tutte le verità che 12 ci hai insegnato col Magistero della S. Chiesa cattolica e ci faccia aver sempre orrore per qualunque cosa che anche minimamente Ti disgusti». La preghiera fa riemergere il suo anelito «(il Tuo Spirito) infiammi i cuori di tutti i fedeli che vorremmo fossero ora qui TUTTI uniti a noi nel ringraziarti, adorarti e amarti...». L’importanza dell’invocazione dello Spirito Santo viene sottolineata in un altro passo del Direttorio (pag. 83 in riferimento alla S. Messa): «Certo: noi non possiamo offrire a Dio una preghiera che possa piacergli nè, come dice S. Paolo, pronunciare con merito il Sacro Nome di Gesù senza l’assistenza dello Spirito Santo. Sarebbe pertanto temerarietà, anzi dirò meglio, sarebbe una grave mancanza cominciare la nostra orazione, l’atto più santo della nostra  SS. Religione, senza alcuna preparazione, cioè senza invocare prima lo Spirito Santo e senza cercare di purificare il cuore...». Inginocchiata ai piedi dell’Altare per l’Adorazione Madre Maria Maddalena si unisce all’Adorazione del Paradiso: «...e per supplire in qualche modo alle mie mancanze di fede, amore e umiltà, (dato che io le possiedo, ma in maniera imperfettissima)  mi unisco alle adorazioni degli Angeli CHE SONO PRESENTI IN QUESTO SANTO TEMPIO... alle adorazioni di Maria Vergine Santissima, di tutti i Beati e di tutti i Santi che sono nella gloria.» (Atto di  Adorazione), e si unisce a tutti coloro che in quel momento stanno adorando Gesù. È immersa nella Comunione dei Santi. È in Lei un crescendo di sentimenti che prorompono in un canto che ricorda il Cantico dei giovani nella fornace, contenuto nel libro del profeta Daniele. L’adorazione diventa cosmica, Madre Maria Maddalena invita tutta la creazione a lodare il Signore. Ad ogni creatura suggerisce quasi un particolare motivo di lode nella contemplazione di Gesù, del suo annientamento: Lui il Verbo che era al Principio che ha dato loro vita, luminosità, magnificenza, movimento, si è nascosto a tutti i suoi splendori sotto l’ombra del Sacramento, e sembra essere un nulla, avendo rinchiuso tutto l’essere suo infinito in questa piccola Ostia, «morto misticamente». In questo «Atto di riconoscenza» Ella enumera tutte le grazie, gli inestimabili doni che Gesù le ha fatto, non considerandoli in generale, ma fatti a Lei personalmente e questo dà un incredibile spessore alle sue parole poichè è ben diverso dire «Ti ringrazio perchè sei morto per noi» o dire «Ti ringrazio perchè sei morto PER ME». Non si può più rimanere indifferenti di fronte a tanto amore. Madre Maria Maddalena dice: «O mio Signore, non bastava che Tu ti fossi incarnato per me, e avessi compiuto per la mia salvezza i misteri della tua penosa vita e della tua morte, accompagnata da tanti strapazzi ed infiniti dolori? Non bastava che mi avessi dato il tuo divino Spirito ne SS. Sacramenti, mi avessi fatta tua Serva e membro del tuo corpo mistico, avendo presa per tua Sposa la mia anima e avendola resa dimora e tempio della SS. Trinità?». Oltre a tutto questo Gesù ha trovato ancora un mezzo ammirabile onde rinnovare ogni momento i medesimi effetti della sua divina bontà e misericordia sopra i nostri Altari nel Sacramento dell’Eucaristia e la Madre domanda «Ma, o mio amabilissimo Gesù, che cosa farò io per un beneficio così... straordinario? Io che, perchè poverissima, niente valgo a esserti riconoscente per una grazia così grande...? Io ti loderò, ti benedirò e ti ringrazierò con tutta l’effusione di cuore di cui sono capace e canterò eternamente la grande misericordia che mi hai usato in questo divin Sacramento», ma si sente impotente, la assale un grande senso di piccolezza di fronte al Dono dell’Eucaristia, al dono di Stare alla presenza del Signore e invita tutte le creature a lodare con Lei, con gli Angeli e i Santi del Paradiso. Questo sembra ancora insufficiente, è troppo poco, e allora chiede a Gesù: «ma Tu soprattutto, o mio incomparabile Salvatore, ringraziati da te stesso per questa prova del tuo amore, la più grande di tutte le altre...». E Lei non resta lì inerte, non si esonera dal suo compito, è consapevole dell’importanza della sua seppur povera adorazione e partecipa al Ringraziamento di Gesù «Io intanto con LE MANI DEL CUORE prendo quel sacro Ostensorio dove sei rinchiuso, lo alzo con trasporto d’amore verso il cielo e te l’offro in rendimento di grazie per un favore così straordinario della tua bontà. Possa pur io vederti, goderti e benedirti per tutta l’eternità in Paradiso, dopo averti qui in terra adorato, lodato, e ringraziato ogni momento nel santissimo e divinissimo Sacramento ». Si conclude così la sua preghiera che è stata un crescendo continuo fino alla pienezza, come se fosse partita con poche semplici note fino a raggiungere il culmine, la pienezza di armonia, il compimento di un brano musicale, il vertice della sinfonia. A pag. 41 del Direttorio è ripresa in un certo senso questa immagine, questo suo sentimento: «E siccome tutto ciò che posso fare e desiderare in adempimento del mio servizio è infinitamente minore a quanto Tu meriti da me, Ti offro Te stesso in questo divin Sacramento...». È l’AMORE che pervade la sua preghiera.Quante volte ripete «Ti adoro e Ti amo con tutto il cuore»! Quante  espressioni per dire questo amore a Gesù! Ama e desidera amare sempre di più e non finisce di ripetere questo suo amore: «O Gesù Tu sei l’unico amore di tutti gli amori miei», «O Amore dell’anima mia, o vita della mia vita, quando ti amerò davvero?» (Aspirazioni amorose). L’ADORAZIONE è il centro, il culmine, la fonte di tutta la vita dell’Adoratrice, potremmo dire che è il suo specifico modo di pregare, di essere, di esistere: ma l’Adorazione ai piedi dell’Altare è un momento che va preparato da una vita di continua preghiera. La Madre infatti pone molta cura e attenzione alla «preparazione» che si deve fare prima di presentarsi al proprio turno di Adorazione come scrive nel Direttorio del 1814. Propone dei suggerimenti precisi da non ignorare e da compiersi penetrandone il significato, inserendo anche un «dialogo» che l’Adoratrice fa con la propria anima per prepararsi all’incontro: ciascuna quando sarà avvertita che è il suo turno di adorazione «sarà pronta a raccogliersi in se stessa con quella pace che è propria di chi vive morta nella volontà di Dio, dicendo con santo trasporto d’amore e di zelo: -Sia lodato il SS.mo Sacramento dell’Altare.- Ecco, o anima mia, il fortunato momento che ti dà Gesù... per adorarlo nascosto nell’Ostia consacrata... ». Poi presentandosi al luogo del17 l’Adorazione prenderà l’acqua benedetta e procurerà subito «di raccogliersi con sentimento di compunzione e di umiltà, ... riconoscendosi indegna di comparire in sì santo luogo» e farà un atto di sincero pentimento poichè sarebbe una irriverenza avvicinarsi all’Altare per adorare il Salvatore del mondo senza essere purificata dalle proprie mancanze almeno con un atto di vera contrizione. Ecco dunque la Madre che suggerisce come inizio della propria adorazione una preghiera personale per chiedere perdono e una preghiera che possiamo definire «pubblica»  (op. cit. pag. 39), da recitarsi a voce alta, che  contiene in sintesi i sentimenti di fede nella Presenza reale di Gesù nella SS. Eucaristia e di riparazione che abbraccia tutta l’umanità. «Con quel profondissimo   rispetto, che la stessa fede m’ispira, o mio Dio, o mio Salvatore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, io ti adoro, e ti amo con tutto il cuore rinchiuso nell’augustissimo Sacramento dell’Altare, in risarcimento  di tutte le irriverenze, profanazioni,  e sacrilegi, ch’io per mia disgrazia abbia  sin qui potuto commettere, come pure, di tutti quelli, che sono stati fatti, e  che, mai sia, potrebbero farsi in avvenire... intendo di adorarti ora, e sempre, non solamente per quei Cattolici che non ti adorano, e non ti amano, ma ancora... per la conversione di tutti gli eretici... empi,atei, bestemmiatori...». La sua preghiera parte dal centro del suo cuore: «Gesù», ma poi, lungi dall’essere una preghiera intimistica, si allarga a tutta l’umanità, un’umanità cheportatutta lì ai piedi dell’Altare e vorrebbe presente. Quando chiede purificazione parte dai suoi peccati, si mette in prima fila, e poi quasi prende su di sè le irriverenze, le profanazioni,... di tutti, passate presenti e future, e ne chiede perdono perchè trovino riparazione (così ha fatto Gesù per tutti noi e continua a fare in ogni Eucaristia!) Nella preghiera «da dirsi in segreto avanti di porsi al luogo dell’adorazione» oltre a domandare la purificazione dai propri peccati «togli da noi tutto ciò che dispiace ai tuoi occhi purissimi, affinchè noi diventiamo un’ostia viva, pura, spirituale, e così meno indegna di accostarci a Te», ella si pone nelle mani di S. Giuseppe (Patrono del nascente Ordine) perchè sia Lui a offrirla all’Eterno Padre con Gesù: «...affinchè diventiamo un’ostia viva, pura, spirituale, e così meno indegna di accostarci a Te, e di essere offerta per le mani di S. Giuseppe nostra guida, e nostro maestro alla sovrana maestà del tuo Eterno Padre con Te, e con tutta la tua Santa Chiesa, alla quale desideriamo di restare unite, e sottomesse sino all’ultimo respiro della nostra vita». Compaiono qui altri due elementi importanti legati alla preghiera: l’intercessione dei Santi e in particolare di S. Giuseppe, e la ferma, totale sottomissione alla Chiesa che sarà sempre unita al filiale amore alla persona del Santo Padre per il quale anche altrove invita a pregare. Sempre nel Direttorio del 1814 (Atto di domanda) troviamo queste espressioni: «O Gesù, nostro Salvatore... Ti domandiamo di proteggere il Sommo Pontefice, di concedere la pace vera e perfetta tra gli Stati, l’estirpazione delle eresie, la conversione dei peccatori, la perseveranza dei giusti e l’esaltazione della Santa Madre Chiesa». Nel libro del «Ritiro» («Esercizio spirituale per la Religiosa Adoratrice che dovrà fare per giro il suo Ritiro in cella, secondo la Regola di questo Ordine della Perpetua Adorazione a Gesù Sacramentato» sempre del 1814), a pag. 19 leggiamo: «O Signore, io credo fermamente tutto quello che ti sei compiaciuto rivelare alla S. Chiesa; non ciò credo perché lo credono gli altri, ma lo credo perché lo hai rivelato Tu, prima infallibile verità, alla S. Chiesa.... O mio Dio! io sono figliuola della tua S. Chiesa, e come tale voglio morire,...». San Giuseppe è il Santo a cui la Madre invita a rivolgersi in modo particolare all’inizio dell’adorazione. «Gloriosissimo Patriarca S. Giuseppe... accettate, vi prego, questo mio povero cuore tutto pieno di venerazione per voi, ma vuoto di quelle virtù, onde meritar si possa l’amore divino. Voi dunque ornatelo delle stesse vostre virtù, e delle stes20 se vostre grazie, affinchè in presentarlo  all’adorabile nostro Salvatore, Gesù Sacramentato in quest’ora fortunata, in cui ho la sorte di adorarlo in compagnia de’ Santi Angioli, e di Voi, che in quest’adorazione mi siete guida, e maestro, si compiaccia egli mio Dio, e mio Signore amantissimo, di riceverlo, ed accettarlo per il tempo, e per l’eternità, come cosa vostra, e degna di una vera, benchè miserabile, sua Sposa, e perpetua Adoratrice qui in terra». (Preghiera da dirsi in silenzio - Direttorio 1814 pag. 40) La preghiera e tutta la vita per Madre Maria Maddalena è e deve essere Adorazione, è un perdersi nell’Amore di Dio attratti, stupiti, meravigliati dei più piccoli segni di questo Amore fino al sublime segno che è l’Eucaristia per fare della propria vita una incessante lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. E allora per Lei non conta più nulla se non questo «fuoco» che invade l’universo e tocca la creatura per trasformarla. Madre Maria Maddalena si sente sopraffatta, si sente scomparire, ma non vuole staccarsi più da questa Realtà che la invade. Non è sola, non vuole restare sola, e chiama ogni creatura terrestre, celeste, e vorrebbe tutta l’umanità lì a godere e gioire con Lei. Al centro di tutto Gesù Eucaristia! L’Adorazione è effusione del cuore, Amore, dialogo, Lode,... Ci sono nella sua preghiera degli slanci che solo l’Amore può dettare e che solo la Grandezza della Persona Amata può suscitare. L’Adorazione è raggiungere un incontro, un momento di intimità atteso, desiderato per tutta la giornata, preparato nel cuore, alimentato da un continuo pensiero a quell’incontro, a quel momento, a quella Persona che è «tutto». «Devo confessare, o amabilissimo mio Salvatore, che con estremo rincrescimento lascio questo luogo da dove non vorrei mai allontanarmi... o Dio del mio cuore, allontanandomi col corpo, vi resto certamente col cuore, e con l’affetto e nella persona delle mie Consorelle, che ti adoreranno successivamente, sino al momento in cui io avrò la bella sorte di ritornare ad adorarti...» (Dir. 1814 pag. 63 – fine dell’orazione). «Gesù mio, benedicimi prima che mi allontani da questo santo luogo, da dove non vorrei mai andarmene per stare vicino a Te» (Atto di amore). La preghiera, il colloquio con Gesù non si spezza mai, non deve spezzarsi mai, per questo a pag. 63 del Direttorio Madre Maria Maddalena invita a concludere l’Adorazione invocando una  particolare Benedizione di Gesù: «...Intanto concedimi la grazia di stendere le tue sacratissime mani sopra di me e darmi la tua santa Benedizione, prima che io me ne vada: fa’ che, mentre sto lontana dalla tua presenza Sacramentale, io non pensi, nè dica, nè faccia cosa che sia indegna di una perpetua Adoratrice, ma che ti abbia sempre a me presente come mio Dio e Salvatore dell’anima mia. Benedici dunque, o mio Gesù, il mio spirito... Benedici il mio cuore... Benedici la mia memoria... Benedici i miei occhi... Benedici la mia lingua... Benedici tutte le potenze della mia anima e tutti i miei sensi...». Dunque l’Adorazione necessita preparazione, non va lasciata alla spontaneità del momento, ma va curata, necessita che tutto sia e diventi preghiera penetrando nella conoscenza sempre più profonda dell’Amore di Dio, del Mistero che ci pervade, dell’Eucaristia. Ed ecco che la Madre invita l’Adoratrice a momenti di rigoroso silenzio nella giornata («il silenzio è uno dei mezzi necessari a mantenere l’interno raccoglimento e ad evitare la dissipazione dello spirito» Costituzioni 1818 - cap. XVI-I), all’orazione mentale, a stare sempre alla presenza di Dio, ad unirsi con una preghiera al cambio dell’Adoratrice. Il cambio di turno viene segnalato dal tocco di una campana «perché al suono della medesima subentri alla adorazione l’altra Sorella; e perchè le persone del secolo intendendo che si cambia l’ora per l’adorazione di Gesù, facciano qualche atto di amore verso questo amantissimo delle anime nostre, e si risvegli in loro la premura di venirlo spesso ad adorare» (Costituzioni 1818); il suono della campana è un richiamo concreto perchè in qualche modo si realizzi il suo anelito che tutti adorino e amino Gesù Eucaristia. Nella «Istruzione sopra i 26 Avvertimenti del Ritiro in cella dati alle Novizie,... l’anno 1820» al n. 7 la Madre invita l’Adoratrice ad esaminarsi se è la più devota all’orazione: «Per Orazione si deve intendere tanto quella vocale che la mentale, per la quale si richiede l’elevazione della mente e del cuore a Dio. Perciò dovete esaminarvi con che devozione recitate l’Ufficio divino: se procurate di tener viva in voi la memoria di Gesù Sacramentato,... Vedete con che fervore recitate le altre orazioni vocali o se le dite per abitudine, senza devozione: se siete stata perseverante nell’orazione mentale, scacciando con prontezza le distrazioni e i pensieri inutili, rimettendovi con fede, rispetto e confidenza alla presenza di Dio. Riflettete ancora quanto siete amante di questa tanto necessaria orazione, che è cibo per la nostra anima e fonte perenne di ogni virtù». Al n. 11 dei suddetti 26 Avvertimenti: «Qui è necessario considerare che si tiene Dio presente a noi, quando si opera per Lui, facendo tutto per suo amore, e in Lui, operando con viva fede nella sua divina Presenza... per quanto è permesso all’umana debolezza. Questo si fa mediante gli atti di fede credendo che Dio ci è sempre presente e che tutto ciò che facciamo lo facciamo dentro la sua immensità e dentro il suo Essere infinito. Si può anche mantenere questa divina presenza per mezzo di frequenti giaculatorie amorose verso di Lui amantissimo delle anime nostre...». Al n. 25 riprende questo tema. «Esaminatevi se nel corso del giorno e anche della notte, svegliandovi, vi ricordate spesso di questo Dio amantissimo... se fate aspirazioni amorose verso di Lui, se desiderate adorarlo sempre e stare tutti i momenti della vostra vita ai piedi del sacro Altare...». E ancora negli Avvertimenti al n. 18 e: «Esaminate quali sono i vostri desideri: se è in voi il desiderio di Dio, di amarlo sopra tutte le cose create, di dargli tutta la gloria che merita; se desiderate di star sempre unite a Lui; se gli domandate con acceso desiderio che regni solo Lui nel vostro cuore e ne sia l’assoluto padrone e se lo pregate inoltre che accenda in voi un tale desiderio di Lui che tolga tutti gli altri desideri...»; «Un’anima che ama non desidera che di vedere la persona amata: perciò in una Adoratrice questa brama di vedere svelato Colui che adora qui in terra sotto le Specie Sacramentali, deve essere così ardente da esserle di forte stimolo per distaccarsi da se stessa e da tutto il creato. Ella allora non bramerà nulla in questa misera vita, se non di vedere Dio...». Forse in queste poche righe si possono raccogliere le aspirazioni del cuore di Madre Maria Maddalena, aspirazioni amorose che Ella ha lasciato scritte di proprio pugno contenute in 6 paginette conservate nell’Archivio di Roma. Rappresentano un raggio della luce, una fiamma ardente dell’amore che consumava il suo cuore sempre «esposto al sole» della sua vita: Gesù Eucaristia, suo Amore, suo Sommo Bene, suo Diletto Sposo, Bellezza Eterna, Re della Gloria, unico ristoro, unico padrone di tutti i suoi affetti, sua Gioia, luce dei suoi occhi, vita della sua vita, sua beatitudine, unico suo tutto.

 

 

MARIA SANTISSIMA NELLA PREGHIERA DI MADRE MARIA MADDALENA

 

Maria Santissima occupa un posto particolare nella preghiera di Madre Maria Maddalena, perchè è particolare l’Amore che Madre Maria Maddalena ha per Lei. Dice: «...non avete altro Padre che Dio, nè altra Madre che la Madre di Gesù Cristo Maria Santissima... il vostro Fondatore è Iddio medesimo, e la sua divina Madre è la vostra Fondatrice...». Esorta dunque a guardare e amare sempre Maria Santissima come amorosissima Madre e particolare Protettrice. «Ricorrete dunque al potente suo patrocinio in tutti i vostri bisogni senza timore, ma con una vera, e filiale fiducia. Sopra tutto dovete pregarla, che vi ottenga la grazia finale, e la perfezione, che vuole Iddio da voi tutte, come anche la propagazione del vostro Istituto» (Dir. 1814 pag. 9). Nella contemplazione del Mistero Eucaristico e in particolare della Passione di Gesù non si può non pensare alla Madre Sua Addolorata. «Sia profonda in esse (le Adoratrici) e costante la devozione verso i dolori della gran Vergine Maria, Madre dell’adorabile Salvatore Gesù Sacramentato, che dopo di Lui è quella che venerar debbono con tenerezza d’affetti...». Madre Maria Maddalena invita a fare il Venerdì Santo e in ogni venerdì dell’anno «a Lei compagnia...», pensando al dolore provato da Maria lungo la via della Croce e sul Calvario, «...ringraziando ancora la Divina sua Madre per essere Ella concorsa in mezzo ad un mare di dolori al gran sacrificio dell’umana redenzione con l’offrire per tutti all’Eterno Padre l’Unigenito suo Figlio...» (Costituzioni 1818, cap. XXXII). Madre Maria Maddalena aggiunge poi: «Grata questa amorosissima Madre a tale atto di conforto, di filiale compassione e riconoscenza, otterrà loro il perdono delle loro colpe e le riguarderà sempre benignamente sì in vita che in morte». Significativa la preghiera a Maria riportata nel Direttorio 1814 a pag. 102:  «O potente mia Signora, e particolar mia avvocata Santa Maria, pongo nelle vostre SS.me mani, ed alla vostra misericordia io raccomando oggi e sempre, e specialmente nell’ora della mia morte, l’anima e il corpo mio; e poichè siete voi dopo Gesù, o clementissima ed amorosissima Vergine, tutta la mia speranza ed ogni mio contento, alla vostra custodia affido sì me stessa, che alla pietà vostra le mie miserie, angustie, pene, travagli, 28 stenti, la mia vita ed il fine di essa. Deh! O gran Vergine... per la vostra intercessione per i meriti vostri possa io regolar sempre tutte le mie azioni ed operazioni in guisa che siano conformi alla volontà vostra amabilissima, ed a quella del Divin vostro Figliuolo Gesù Sacramentato». E ancora raccomandava anche nelle sue lettere al fratello Giovanni (gennaio 1824): «...vi raccomando il santo timore di Dio e la frequenza ai SS.mi Sacramenti e la devozione al SS.mo Rosario. Oh, se voi sapeste quante grazie si ricevono da Dio per la devozione del Rosario, voi restereste stordito». «...amate molto Maria. Molte grazie si ricevono per mezzo della terza parte del Rosario. Ditelo in casa sempre ogni sera e poi non dubitate di niente».

 

 

 

FINITO DI STAMPARE I L 26 GIUGNO 2005

- GIORNO ANNIVERSARIO DELLA PROMULGAZIONE

DEL DECRETO D I ALLARGAMENTO DELLA FEDERAZIONE

A I MONASTERI SPAGNOLI (1985) -

COI T I P I DELLA TIPOLITOGRAFIA

NAZIONALE SAI DI VIGEVANO