Casella di testo: Santuario Diocesano dell’ Eucaristia
 
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV) 
 
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV) 
 
Monastero del Sacro Cuore - Via Trento 27 - Vigevano  (PV)

Casella di testo: Ordine Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento

 

 

 

 

 

 

 

 

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 adorazione Eucaristica

 

Primo Giovedì del mese

 

3 Maggio 2018

 

 

 

 

 

                                                     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ADORIAMO GESU' PER CONOSCERLO E AMARLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CANTO:  A te Gesù Maestro

 

GUIDA:

 Lo scopo dell’adorazione eucaristica  è l’incontro con Gesù vivo e vero presente nel sacramento,  disponiamoci ad ascoltarlo facendo silenzio nel nostro cuore per accogliere  la sua presenza  che ci parla.

 

 

Preghiamo insieme:

Eccomi inginocchiato davanti al tuo altare,

alla Tua Presenza Viva in questo Pane Eucaristico.

Io sono polvere e cenere,

io sono colpa e peccato...

Come potrò parlare a Te, Signore,

accostarmi alla tua mensa,

ricevere la tua divina Maestà in me?

 

 

 

Tu richiedi un cuore puro, umile:

io ti porto un cuore superficiale,

pieno di peccati, freddo...

                                                                     Ma se Tu non vieni in me,

                                                                               che cosa sarà di me?

 

 

Vieni, Signore Gesù,

non guardare i miei peccati:

perdonami e fammi nuovo. Amen.

 

ADORAZIONE SILENZIOSA

 

CANTO:   Alleuia alleuia O guisti

 

GUIDA:   Ci lasciamo guidare dalla Parola del Santo

Padre Francesco sull’episodio dell’uomo cieco dalla nascita, al quale Gesù dona la vista. Il lungo racconto si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude – è curioso questo - con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell’anima. Il miracolo è narrato da Giovanni in appena due versetti, perché l’evangelista vuole attirare l’attenzione non sul miracolo in sé, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita; anche sulle chiacchiere, tante volte un’opera buona, un’opera di carità suscita chiacchiere e discussioni, perché ci sono alcuni che non vogliono vedere la verità. L’evangelista Giovanni vuol attirare l’attenzione su questo che accade anche ai nostri giorni quando si fa un’opera buona. Il cieco guarito viene prima interrogato dalla folla stupita – hanno visto il miracolo e lo interrogano -, poi dai dottori della legge; e questi interrogano anche i suoi genitori. Alla fine il cieco guarito approda alla fede, e questa è la grazia più grande che gli viene fatta da Gesù: non solo di vedere, ma di conoscere Lui, vedere Lui come «la luce del mondo» (Gv 9,5).

 

LETTORE:  Dal Vangelo di Giovanni (9, 1-41)

          << …  Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco

 

e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

LETTORE:

             Mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, i dottori della legge al contrario sprofondano sempre più nella loro cecità interiore. Chiusi nella loro presunzione, credono di avere già la luce; per questo non si aprono alla verità di Gesù. Essi fanno di tutto per negare l’evidenza. Mettono in dubbio l’identità dell’uomo guarito; poi negano l’azione di Dio nella guarigione, prendendo come scusa che Dio non agisce di sabato; giungono persino a dubitare che quell’uomo fosse nato cieco. La loro chiusura alla luce diventa aggressiva e sfocia nell’espulsione dal tempio dell’uomo guarito.

LETTORE:

             Il cammino del cieco invece è un percorso a tappe, che parte dalla conoscenza del nome di Gesù. Non conosce altro di Lui; infatti dice: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi» (v. 11). A seguito delle incalzanti domande dei dottori della legge, lo considera dapprima un profeta (v. 17) e poi un uomo vicino a Dio (v. 31). Dopo che è stato allontanato dal tempio, escluso dalla società, Gesù lo trova di nuovo e gli “apre gli occhi” per la seconda volta, rivelandogli la propria identità: «Io sono il Messia», così gli dice. A questo punto

 

colui che era stato cieco esclama: «Credo, Signore!»(v. 38), e si prostra davanti a Gesù. Questo è un brano del Vangelo che fa vedere il dramma della cecità interiore di tanta gente, anche la nostra perché noi alcune volte abbiamo momenti di cecità interiore.

ADORAZIONE SILENZIOSA

CANTO:  Dal Cielo un angelo

LETTORE:

             La nostra vita a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce, che si è aperto a Dio, che si è aperto alla sua grazia. A volte purtroppo è un po’ come quella dei dottori della legge: dall’alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani; tutti noi siamo cristiani, ma tutti noi, tutti, alcune volte abbiamo comportamenti non cristiani, comportamenti che sono peccati. Dobbiamo pentirci di questo, eliminare questi comportamenti per camminare decisamente sulla via della santità. Essa ha la sua origine nel Battesimo. Anche noi infatti siamo stati “illuminati” da Cristo nel Battesimo, affinché, come ci ricorda san Paolo, possiamo comportarci come «figli della luce» (Ef 5,8), con umiltà, pazienza, misericordia. Questi dottori della legge non avevano né umiltà, né pazienza, né misericordia!

 

 

 

GUIDA:  Ad ogni invocazione cantiamo insieme:  Resta con noi

 

Cristo, vita nostra, salvaci!

Cristo Gesù, nostra vita, guarda alla tua Chiesa. Illuminala con la luce della tua risurrezione perché, amandoti sopra ogni cosa, sia un segno di speranza per l’uomo in ricerca di un senso della propria vita, di un gesto misericordioso, di una parola di conforto.

 

Canto: Resta con noi  Signore

 

Cristo Gesù, nostra vita, guarda ai popoli che vivono nella cieca violenza e nella guerra. La luce della tua risurrezione rinforzi il loro cuore con la certezza che tu sei con noi sempre e susciti nella mente dell’intera umanità il coraggio di scommettere sulla pace e la volontà di costruire giustizia;

 

Canto: Resta con noi  Signore

 

Cristo Gesù, nostra vita, guarda a noi, tuoi fratelli. La tua

risurrezione riscaldi il nostro cuore e accresca la forza

della nostra volontà perché, cercando le cose di lassù, sappiamo vivere la misericordia, il perdono, l’accoglienza, il servizio generoso, la mitezza, la giustizia e tutti quegli

atteggiamenti concreti che manifestano il nostro essere risorti con te.

 

Canto: Resta con noi  Signore

 

Cristo Gesù, nostra vita, guarda con infinita dolcezza ai fratelli e alle sorelle che fanno più fatica a vivere per povertà, malattia, solitudine ed emarginazione. Con la luce della tua risurrezione confortali e concedi loro di incontrare in ciascuno di noi un buon samaritano che, piegandosi sulle piaghe, ridoni al loro cuore ferito la forza della speranza.

 

Canto: Resta con noi  Signore

 

Cristo Gesù, nostra vita, che ci chiami alla gloria, guarda alla nostra comunità. Con la forza della

resurrezione radicala nell’unità profonda perché, vivendo il cammino della fede, sia una vera testimone del Vangelo, sempre lieta nella speranza.

 

Canto: Resta con noi  Signore

 

ADORAZIONE SILENZIOSA

CANTO:    Ti credo qui presente

 

 

 

 

SACERDOTE:

Grazie. Signore, per l‘immensa generosità della tua presenza Eucaristica!

Grazie per aver voluto, dopo il tempo tanto breve

della tua vita umana accanto a noi, rimanere ancora più vicino a noi per sempre nel Tabernacolo! Grazie perchè  ti metti a nostra disposizione, ti offri al nostro sguardo, ci attendi, ci accogli senza mai respingerci, ci ascolti e ci esaudisci! Grazie per aver istituito il sacerdozio come prolungamento del tuo, per renderti presente in mezzo agli uomini; e per aver desiderato il rinnovarsi quotidiano del sacrificio della Messa, che ci ridona perennemente la tua presenza!

Grazie per l‘umiltà di una presenza tanto nascosta,

per questa bontà aperta a tutti; per l‘invito di venire così vicino a te, come pregustamento della contemplazione celeste, per questo tempo prezioso di contemplazione e adorazione! Grazie per tutto il bene, per tutto il conforto e per tutta la gioia che procura agli uomini la tua venuta in mezzo ad essi!

Grazie per aver spinto fino all‘estremo il tuo amore,

per aver voluto moltiplicare in tutti i luoghi della terra

il dono della tua persona!

(P. Andrea Gasparino)

 

BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

CANTO FINALE